domenica, 19 agosto 2007

 

Ansia

L'ansia mi prende continuamente, irrimediabilmente, per ogni piccolo e grande accidente della vita. Perchè ricerco la perfezione, perchè ho il bisogno di controllare tutto, perchè quindi temo che tutto riesca in modo imperfetto e che la situazione sfugga al mio controllo.
Odio programmare ma se non lo faccio vivo nell'ansia. Odio la routine, ma ogni imprevisto o cambiamento mi genera ansia.
Vivo con la paura di quello che può accadere e anche di quello che potrebbe non accadere mai.
Nella mia mente si aprono scenari catastrofici ogni qual volta devo affrontare qualcosa di nuovo; penso sempre al peggio.
Somatizzo, ovviamente, come tutti i bravi ansiosi. Mi colpevolizzo, anche, perchè non sono stupida e mi rendo perfettamente conto che tutto ciò non ha senso e, soprattutto, non è sano.
Ma temo sia una sorta di malattia, non curabile con il pensiero razionale, di cui pure faccio largo uso. Vivo una sorta di separazione interiore fra la mia parte perfettamente lucida e analitica e l'altra che va per conto suo, sbanda, sbarella, vagheggia... e il mio corpo la segue, con palpitazioni, tremori, mal di pancia...
La mia ansia sta diventando un chiodo fisso; è al centro dei mie pensieri, perchè la odio, mi fa incazzare, non la voglio.
Insomma, l'ansia mi dà l'ansia!

postato da: aivasun alle ore 16:24 | Permalink | commenti (7)
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giovedì, 21 giugno 2007


Estraniazione

Spesso si tratta di una senzazione neutra, nè bella nè brutta, ma oggi vira decisamente verso il brutto.
Sarà colpa del tempo, con questo cielo che sembra una pesante e soffocante coperta sporca, dell'aria irrespirabile, dell'afa, del fatto che ho dormito poco e male, ma questa mattina mi sento davvero estranea a me  e al mondo.
Galleggio in uno stato di appannaggio mentale, stento a sentire il contatto con le cose, la mia testa è come una palla di vetro piena di neve e le mie gambe sembrano essere incastonate in blocchi di cemento armato.
Ci sono ma non ci sono. Mi sento come sdoppiata, con l'altra metà di me stessa che è rimasta a casa a dormire.
Non so come farò ad affrontare questa giornata di lavoro che si prospetta lunga e pesante.
Non vedo l'ora che arrivi questa sera per tornare a casa e ricongiungermi con la mia metà dormiente.

postato da: aivasun alle ore 09:09 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 20 giugno 2007


Turbamento
Un sogno, un film, un fatto di cronaca, un'immagine, ed ecco che si innesca quel particolare stato d'animo che chiamo turbamento.
Da quel momento nella mente si insinua un pensiero ossessivo e quel sogno, quel fatto, quel film, quell'immagine diventano la tua realtà, modificata come in uno specchio deformante.  La mente smette di ragionare lucidamente e paure ancestrali, riaccese da quella miccia casuale, prendono il sopravvento e per ore, per giorni, vivi in uno stato di turbamento. Un turbamento che modifica le tue percezioni, la tua capacità di gestire le ansie e le paure e di fingere che tutto vada bene. Nel turbamento è la pancia a comandare, finchè un raggio di sole, una risata, un bacio non frantumano quello specchio deformante.
postato da: aivasun alle ore 10:28 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 03 giugno 2007

Nostalgia


Oggi è una domenica un po' così..
... un po' piatta, malinconica, ma soprattutto nostalgica, di una nostalgia vaga, indefinita.
Fra tutti i moti dell'anima questo tipo di nostalgia è quello che mi riesce più difficile da capire, da giustificare.
L'avete mai provato? Sapete di cosa sto parlando?
Arriva così, senza essere invitato, senza avvisare e ti ritrovi con quel magone tipico della nostalgia, ma non sai di cosa o di chi hai nostalgia.
E' la vita stessa che passa a farti nostalgia, quello che eri e non sarai più, quello che saresti potuta essere e non sei diventata, certi luoghi, certe persone, certi odori, certe emozioni, ma tutto resta vago, non lo afferri.
Poi senza che te ne accorgi ti ritrovi ad assecondare questo sentimento e a cercare di dargli una forma. E allora parti da un ricordo, uno qualunque, ma come in una valanga quell'unico ricordo ne trascina con sè un altro e un altro ancora e alla fine sei sommerso da tutta la tua stessa vita che, bella o brutta che sia stata, ti ritrovi a rimpiangere, per il fatto stesso di averla già vissuta.

postato da: aivasun alle ore 18:59 | Permalink | commenti (8)
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Basta! Parlamento pulito